Roma nel Piatto: Un piatto tipico del periodo pasquale, l’Abbacchio a scottadito

La Pasqua a Roma è un periodo ricco di tradizioni, sia religiose che gastronomiche. Le strade della città si animano con processioni solenni, mentre le famiglie si riuniscono per celebrare con piatti tipici che raccontano la storia e la cultura della regione. Tra questi, l'abbacchio a scottadito occupa un posto d'onore sulle tavole romane durante le festività pasquali.

Una storia che affonda le radici nel tempo
L’abbacchio è da sempre protagonista della cucina laziale. Il termine si riferisce a un agnello da latte, ancora nutrito esclusivamente dalla madre, il che lo rende incredibilmente tenero e saporito. La sua carne delicata e profumata era già apprezzata dagli antichi Romani, che lo consideravano un alimento pregiato, riservato alle occasioni speciali.
Ma cosa significa "scottadito"? Il nome racchiude in sé l’essenza di questo piatto: le costolette, appena tolte dalla griglia, sono così calde e irresistibili che non si può fare a meno di mangiarle con le mani, anche a costo di scottarsi le dita! Un gesto spontaneo, viscerale, che riporta a un modo di mangiare autentico e senza fronzoli, tipico della cultura romana.
Nel corso dei secoli, l’abbacchio è rimasto un simbolo della Pasqua e della primavera, quando la natura rinasce e le famiglie si riuniscono per celebrare la vita con piatti ricchi di storia e di passione.

L’arte di cucinare l’abbacchio a scottadito
La preparazione dell’abbacchio a scottadito è un atto d’amore verso la semplicità e la qualità degli ingredienti. Non servono preparazioni elaborate, solo pochi elementi selezionati con cura.
Le costolette di agnello vengono massaggiate con olio extravergine d’oliva, rosmarino fresco, aglio, sale e pepe, e lasciate riposare per permettere ai sapori di fondersi perfettamente. Poi arriva il momento magico: la griglia rovente, il profumo irresistibile che si sprigiona nell’aria e quel sibilo inconfondibile della carne che sfrigola sul fuoco.
In pochi minuti, l’esterno diventa dorato e croccante, mentre l’interno rimane succoso e tenero. Il segreto? Non cuocerle troppo! L’abbacchio a scottadito deve essere gustato al punto perfetto, quando la carne si scioglie in bocca e ogni morso è una celebrazione di sapori intensi e genuini.
Appena tolte dal fuoco, le costolette vengono servite subito, fumanti. Non c’è tempo per le posate: si prende con le mani, si addenta, si chiudono gli occhi e si assapora il gusto puro della tradizione.

Le varianti della tradizione
Ogni famiglia romana ha la sua variante dell’abbacchio a scottadito. C’è chi aggiunge un tocco di scorza di limone per una nota agrumata, chi lo lascia marinare per ore nel vino bianco, e chi, invece, preferisce una versione più rustica, con solo sale e pepe. In alcune trattorie romane si trova anche una variante impanata, con le costolette passate nel pangrattato e poi fritte: una delizia croccante che porta il sapore dell’abbacchio su un altro livello. Ma la versione più amata rimane sempre quella classica, cotta sulla brace o su una piastra rovente, per preservare tutto il suo sapore autentico.

Con cosa accompagnare l’abbacchio a scottadito?
Un piatto così ricco e saporito merita contorni all’altezza, capaci di bilanciare il suo gusto deciso e completare l’esperienza gastronomica. I carciofi alla romana, cotti lentamente con aglio e mentuccia, sono il contorno perfetto per chi vuole restare fedele alla tradizione. Il loro sapore delicato e aromatico si sposa meravigliosamente con la carne succulenta dell’agnello. Le patate al forno rappresentano un altro classico abbinamento. Tagliate a spicchi, condite con olio, sale e rosmarino, diventano dorate e croccanti, creando un connubio di sapori irresistibile con l’abbacchio. Per chi ama i contrasti, le puntarelle con acciughe offrono una nota fresca e leggermente amarognola, perfetta per spezzare la succulenza della carne e rendere il pasto ancora più equilibrato. E per esaltare ogni boccone? Un buon bicchiere di vino rosso laziale, come il Cesanese del Piglio o un Frascati Superiore, che con la loro struttura e intensità aromatica si sposano magnificamente con l’abbacchio. È un rituale, un modo di celebrare la Pasqua e l’arrivo della primavera con qualcosa di semplice ma straordinario. È l’essenza della cucina romana: pochi ingredienti, una preparazione veloce e un risultato che conquista il cuore e il palato.

Dove gustare l’abbacchio a scottadito a Roma
Se vuoi provare l’abbacchio a scottadito nella sua versione più autentica, ecco alcuni ristoranti romani dove questa specialità è ancora preparata secondo la tradizione:
Trattoria Pennestri – Un locale che unisce tradizione e creatività, offrendo un’abbacchio semplicemente perfetto.
Flavio al Velavevodetto – Nel cuore di Testaccio, un’istituzione della cucina romana, dove l’abbacchio è un capolavoro.
Armando al Pantheon – Un ristorante storico, a due passi dal Pantheon, dove ogni piatto è un omaggio alla tradizione.
Checchino dal 1887 – Un locale che vanta oltre un secolo di storia, con ricette tramandate di generazione in generazione.

Un morso di Roma in ogni boccone
Gustare l’abbacchio a scottadito significa fare un viaggio nei sapori autentici di Roma, quelli che raccontano di tradizioni antiche, di famiglie riunite attorno alla tavola, di generazioni che si tramandano ricette con amore e passione. Se sei a Roma durante il periodo pasquale, non perdere l’occasione di assaggiare questa meraviglia: prendilo con le mani, sentine il calore, assaporalo lentamente e lasciati trasportare in un’epoca in cui il cibo era semplice, sincero e incredibilmente gustoso. Dopo tutto, non si può dire di aver vissuto davvero Roma senza aver addentato un abbacchio a scottadito!

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